domenica 10 giugno 2007

Sindrome della domenica sera

Eccomi qui!
Domenica sera, quindi sono un po' triste, come tutte le domeniche sera!
Il motivo è quella stranissima sensazione di malinconia/angoscia che mi prende quando il sole sta per tramontare, ponendo fine al giorno di festa. Io e ciccikamon l'abbiamo soprannominata "sindrome della domenica sera". Non so se capita a qualcun altro. Devo dire che era più forte e più presente quando andavo a scuola. Mi ricordo ancora le domeniche della mia infanzia...la sera era terribile: c'era la doccia, la cena (in genere avevo le orecchiette del mezzogiorno scaldate, che mi piacciono anche) e poi in TV davano quasi sempre i puffi...poi a letto...mi ricordo la malinconia di quei momenti.
E così è, a distanza di anni c'è ancora. Naturalmente è più forte nei giorni in cui il lunedì ho delle cose da fare, specie se non sono cose piacevoli (come domani).

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
(G. Leopardi)

1 commento:

Anonimo ha detto...

anche noi abbiamo la sindrome della domenica sera!!! quando la festa finisce e si torna a lavoro... eccola ... la sindrome.
Yuri e Isabelle